Storia Recente
1999/2000 Arrivano DAGRI, TONNA, CASTIGLIA e MOIA e la Fulgor vince il campionato, tornando in serie C2. Nello stesso anno gli JUNIORES di PROLITTI vincono il titolo regionale.

Dopo le due promozioni consecutive, ottenute con al timone LELE FACCHIN, viene chiamato a guidare la Fulgor un tecnico bergamasco, GIORGIO MARTINELLI. Ed è subito promozione, la squadra del presidente MOTETTA e del capitano ALESSANDRO BURLINI conquista l’accesso alla C1 perdendo solo una partita (ai playoff in gara due di finale contro AOSTA). Gara 3 di finale si gioca davanti a ben 500 persone. Il duro lavoro svolto negli anni passati aveva permesso di riaccendere dopo anni la passione nei tifosi fulgorini.

È la stagione 2002/03, la Fulgor marchiata CIPIR si presenta ai nastri di partenza con un organico rafforzato rispetto alla stagione precedente. Sono arrivati giocatori del calibro di ANDREA MEIER, un vero lusso per la categoria, giocatore che fino all’anno prima solcava i parquet della B1, un lungo di sostanza come TAMI ROBOTTI, ed un giovane emergente come BRIAN CARPI. Arrivano inoltre in riva al lago gli ottimi CECCHETTIN e PAOLO DENTI. Alla fine della regular season la Fulgor si classifica seconda dietro alla corazzata AUXILIUM TORINO. Cade per la prima volta dopo 3 anni e mezzo la roccaforte del PalaBagnella ad opera dell’ambiziosa GENOVA. Una brutta tegola colpisce la Fulgor prima dell’inizio degli attesi play-off: si ferma infatti il pivot ROBOTTI. Ma la Fulgor non molla, i lupi hanno la grinta loro DNA…! Esplode nel momento più importante della stagione il talento del giovane CARPI che trascina, insieme all’esperta regia di MEIER ed al carisma del “BURLA”, la FULGOR in finale dopo un’intensissima semifinale contro l’IRTE BUSTO ARSIZIO, risolta 2 a 1 in favore dei nostri ragazzi. L’aria che si respira in città ma soprattutto al palazzetto è quella buona, quella delle grandi occasioni. La sera di gara 1 di finale la cornice di pubblico è da brivido; due ore prima della partita i 700 del “Bagnella”, tutti ma proprio tutti con addosso la maglietta “Io tifo Omegna”, iniziano a cantare e a battere le mani, c’è lo “spauracchio” GENOVA da superare, l’unica squadra capace di violare il “Bagnella” in 4 anni. L’avvio è da brividi, con i liguri che provano la fuga, ma ancora una volta il carattere e la voglia di vincere dei lupi non hanno eguali… In un finale in volata decidono due tiri liberi di CARPI.

Omegna è a 40 minuti dal sogno. Il mercoledì a GENOVA si registra, in una normale giornata lavorativa, un esodo che ha semplicemente dell’incredibile: 400 persone “invadono” il capoluogo ligure, nessuno vuole perdersi l’appuntamento con la Storia. Capitan BURLINI è il simbolo di questo progetto chiamato Fulgor e in una serata come questa non vuole assolutamente mancare… Il suo impatto sul match è semplicemente devastante; dall’arco dei 6,25 diventa immarcabile e infila SEI TRIPLE consecutive nei primi 10 minuti… All’intervallo i tifosi sono estasiati, i ragazzi di MARTINELLI, senza il pivot ROBOTTI e la guardia titolare MARCO CALVO infortunatasi nella prima gara di finale, conducono di 28, dicasi 28, punti… che la festa abbia inizio... La giovane Fulgor, dopo soli 4 anni è in serie B2, il quarto campionato nazionale.

È la stagione 2002/2003, la Fulgor marchiata CIPIR-ALTEA parte per una nuova avventura. In panchina siede ancora GIORGIO MARTINELLI, sono arrivati in riva al lago giocatori del calibro di GIOVANNI COPPO, una vita in serie A2, un gladiatore come MAURO ROSSO, un giocatore d’impatto come BERTULESSI e due giovani promesse: un play, LUCA BERNARDI ed un ragazzino promettente, ROMEO TRIONFO, sentiremo parlare di lui… Dopo un buon avvio, la Fulgor nei mesi invernali perde un po’ di smalto e brillantezza. La sconfitta a Fidenza nella prima parte del girone di ritorno costa la panchina a GIORGIO MARTINELLI. Al suo posto arriva PAOLO GARETTO, un giovane allenatore proveniente dalla scuola OLIMPIA MILANO. Il cambio tecnico dà la scossa alla Fulgor che riprende la sua marcia: a fine campionato sarà quarta. Al primo turno di play-off è subito derby piemontese, Omegna sfida Asti. La Fulgor ha il fattore campo ma Asti, trascinata da una sontuosa prestazione del proprio play LUCA JACOMUZZI (l’avversario più stimato dalla tifoseria fulgorina) sbanca il PalaBagnella… Gara 2 si gioca a Moncalieri e la partita per i nostri ragazzi si mette male; viene espulso BERTULESSI ed Asti comanda le azioni. A 4 minuti dalla fine Omegna è ancora sotto di 7, stagione finita? Neanche per sogno… una tripla di ROSSO guida la rimonta che si concretizza a pochi secondi dalla fine, quando un canestro dalla mezza distanza di BRUSCHI, un forte lungo originario di PERUGIA che in quanto a impegno e voglia non è mai stato secondo a nessuno, firma il sorpasso e manda in visibilio i 200 supporters al seguito. Gara 3, che si gioca in una bolgia infernale, diventa un concerto rosso – verde: siamo in semifinale! Omegna incontra in semifinale la corazzata MALPIGHI BOLOGNA, che ha nel proprio roster giocatori del calibro di ANDREA CAGNIN, DALL’OCA e DI MONTE. In una calda domenica di maggio 150 tifosi rosso – verdi “invadono” BOLOGNA: hanno ragione loro… Succede l’incredibile: Omegna sbanca il palazzetto emiliano e si porta 1 a 0 nella serie.

Ma, come dicono in America, ‘il cuore dei campioni non muore mai…’; nel return-match gli emiliani sfoderano una prova semplicemente perfetta e zittiscono gli oltre 800 spettatori del “Bagnella”. Si va a gara 3. Dopo un primo tempo equilibrato giocato in un palazzetto caldissimo più per l’atmosfera climatica che per il tifo dei padroni di casa, l’esperta squadra bolognese si aggiudica il diritto a giocarsi la finale, che poi vincerà. Per festeggiare l’ottima stagione viene organizzata una partita di basket all’oratorio di Omegna, storica “casa” dei lupi rosso – verdi. È proprio in questa “kermesse” che il ginocchio di MAURO ROSSO cede: un segno del destino, da cui ha inizio il periodo più in ombra della recente storia fulgorina.

Nella stagione 2003/2004 la Fulgor, marchiata Altea, riconferma alla guida tecnica PAOLO GARETTO. Arrivano giocatori di categoria superiore come MAMBRETTI, COMPAGNONI, l’ex-nazionale BRIOSCHI e DANIELE LORO. Per motivi di lavoro, per la prima volta, non fa parte del roster il “K” ALESSANDRO BURLINI, in “esilio” per un anno ad Arona. Dopo un buon avvio, 3 vittorie di fila, la squadra perde lucidità: non ne verrà mai più a capo. Alla fine del girone d’andata, dopo una brutta sconfitta a Torino, viene esonerato GARETTO. Al suo posto viene chiamato il varesotto FRANCO PASSERA. GARETTO non è il solo a pagare per i risultati sotto le aspettative: viene infatti “tagliato” il lungo BRIOSCHI. Al suo posto arriva l’esperto PAOLO PRATO da CASALE MONFERRATO. Con il carisma dei due nuovi arrivati la squadra, per alcune giornate perfino fuori dalla zona play-off, infila un filotto di 4 vittorie nelle ultime 4 giornate e conclude al sesto posto. Sarà Varese a spegnere al primo turno play-off i sogni dei rosso – verdi. Gara 1 viene vinta dopo un supplementare dai varesotti, mentre gara 2 viene vinta in volata da Omegna. Si va a gara 3, il punto più basso della recente storia fulgorina: Omegna viene semplicemente travolta al “Campus” di Varese. Il giorno dopo molti, compreso lo sponsor, lasciano Omegna… il cielo è nero sopra il lago d’Orta.

È un’estate travagliata ma questa dirigenza, capitanata dal “presidentissimo” MOTETTA, trova le risorse per fare ancora la B2. Il presidente avrà ancora ragione a credere nel “progetto Fulgor”?

A Omegna c’è un vero e proprio restyling: in panchina viene chiamato un tecnico preparato ed emergente come ALESSANDRO CROTTI. Ritornano BURLINI da Arona e TRIONFO da Ghemme. Arrivano: SACCO, BECERRA, RADAELLI e il giovane KAPEDANI a cui si aggiungono l’esperienza di PRATO e il dinamismo e il carattere del giovane “fatto in casa” REALINI. La squadra dopo soli due giorni di preparazione deve fare i conti con la prima tegola: l’infortunio al lungo PAOLO PRATO. Ma quest’anno il vento è cambiato, la stagione precedente è solo un brutto ricordo. I ragazzi creano da subito un buon gruppo e lo dimostrano in campo: Omegna vince infatti le prime 6 partite di campionato, tra cui spicca come ciliegina sulla torta il raid a Borgomanero, senza tra l’altro l’infortunato SACCO. La Fulgor fa un gioco spumeggiante e il pubblico non può che innamorarsi di quei ragazzi. Dopo 14 giornate del girone d’andata la compagine lacustre è in testa alla classifica insieme a Bergamo. All’ultimo turno di andata il calendario propone proprio lo scontro tra queste due squadre. Si gioca a Bagnella, chi vince oltre a ricevere il platonico titolo di campione d’inverno accede alla fase finale della Coppa Italia. Nonostante l’inusuale ora d’inizio (si gioca alle 18.30) il palazzetto è come sempre stracolmo e pronto a sostenere con la voce i propri beniamini; dopo un avvio di marca decisamente orobica la Fulgor si scatena, sorpassa gli avversari e va a vincere. Omegna compie un piccolo miracolo se si pensa a dove si era solo pochi mesi prima e può passare un natale sereno. Il 6 gennaio 2005 cambia la storia della stagione rosso-verde: a Vado Ligure si rompe l’ottimo Romeo Trionfo, sarà la sua ultima partita fino a maggio. La settimana dopo Omegna perderà nettamente la sfida d’andata contro Venezia per la semifinale di coppa Italia e nonostante la vittoria nella gara di ritorno non riuscirà a ribaltare il punteggio complessivo. La Fulgor perde quindi un uomo fondamentale nelle sue rotazioni ma questi ragazzi hanno cuore da vendere e mantengono la prima posizione fino alla ventinovesima giornata. Nell’ultimo incontro Omegna deve andare a giocare per il primato a Bergamo. Le due squadre sono appaiate a 40 punti, chi vince sarà primo. Questa volta è la compagine bergamasca, che a fine campionato festeggerà la promozione, a prevalere. Dopo un campionato condotto in vetta la compagine di Crotti deve accontentarsi del secondo posto che è comunque il miglior risultato di sempre per la giovane società omegnese. La squadra, che ha dato tutto, arriva ai play-off decisamente sulle gambe… la stanchezza e la mancanza di un riferimento importante come Trionfo si fanno sentire. Omegna supera comunque in due partite nei quarti l’ostacolo Correggio e ritorna a due anni di distanza in semifinale e per la prima volta con fattore campo favorevole.

Avversaria di turno ancora quella Varese che già l’anno prima aveva eliminato la compagine di Motetta. La Robur può contare su un giocatore leggendario come Vescovi e la sua esperienza ed il suo talento si vedono. Il PalaBagnella vestito con l’abito della festa esplode di gioa quando l’argentino Becerra a 24 secondi dal termine scaglia la bomba del 64 a 61..l’urlo viene però subito strozzato in gola perché Vescovi non ci sta a perdere ed inventa un canestro con fallo che vale il supplementare. Nei 5 minuti successivi l’ex serie A continua il suo show personale e con 2 bombe da 8 metri annichilisce le speranze rosso-verdi. Si va a gara 2 con la speranza di riportare la serie ad Omegna ma un parziale ad inizio ripresa di 9 a 0 firmato Rovera, Corti e Premoli spegne le ambizioni del sodalizio di Motetta. C’è ancora tempo, nel finale, per vedere a distanza di 5 mesi in campo Romeo Trionfo che chiude segnando gli ultimi 2 punti della stagione con un pregevole canestro…. sarà un segno del destino? A fine partita nonostante l’eliminazione ancora contro Varese ma diametralmente opposta a quella dell’anno precedente i numerosi tifosi rimangono sulle tribune a fare cori per i loro beniamini che hanno dato tutto quello che avevano. Si registra in questa stagione l’incolmabile perdita di TIZIANO BELTRAMI, tifosissimo della Fulgor, e di due dirigenti che hanno segnato la storia di questa società: ENZIO BELLOTTI e GIANCARLO COMAZZI.

Passiamo quindi alla stagione 2005/2006.La fulgor non ha ancora un main-sponsor ma una serie di partnership che permette che il giocattolo non si rompa. Viene riconfermato Sandro Crotti in panchina, vengono confermati Sacco, Burlini, Radaelli, Becerra ,Kapedani e ovviamente Trionfo. A questo assetto collaudato vengono inseriti dei giovani interessanti come Zampolli e Raskovic, un ragazzone da svezzare come Trentani ed un vero lusso per la categoria come Marco Guerci, che rappresenta l’ultimo dei grandi acquisti fatti dal direttore sportivo Michele Burlotto e si aggiunge alla lista dei Meier, Rosso, Coppo, solo per citarne alcuni. Omegna ha tutto per puntare alla grande scalata: una società sana, un’ottima squadra e un pubblico appassionato. L’inizio e’ però in salita: la Fulgor perde le prime 4 partite ufficiali : viene sconfitta tanto per cambiare da Varese sia in Coppa Italia sia in campionato e perde per la prima volta un derby contro i cugini di Borgomanero anche se solo in coppa Italia. La fulgor non riesce per tutto il girone d’andata a dare continuità al suo gioco e ai suoi risultati, perde anche in campionato contro Borgomanero e viene travolta in casa alla prima di ritorno dall’uragano Varese, sconfitta che a fine stagione avrà le “sembianze” di un piccolo temporale. Quella con Varese è sicuramente la peggior Fulgor della gestione Crotti, si avverte anche un po’ di malumore nella tifoseria, ma è destino che questa squadra dopo essere caduta si rialzi sempre.

Omegna inizia a macinare gioco, ad infilare vittorie e a ridare entusiasmo alla piazza. Scoppia una vera e propria Fulgor-mania. Nel derby di ritorno 600 omegnesi invadono Borgomanero ed esultano per una vittoria che cancella la sconfitta subita all’andata. Omegna vola, fa il record di punti in una stagione (44), di vittorie consecutive (11) e corre, corre veloce verso il traguardo finale anche se in classifica arriva solo terza dietro a Varese e Voghera. Se l’anno prima la primavera aveva rallentato la “Crotti’s Band” quest’anno i ragazzi volano come le api sul miele…. Nei play-off viene sconfitta in due partite Iseo, ed in un’epica semifinale la stessa sorte tocca ad Asti dell’ex Franco Passera. Guerci nella gara di ritorno decisa al supplementare è semplicemente eccezionale e sigla 37 punti trascinando i suoi in una finale storica contro Borgomanero. La settimana che ha preceduto questa finale è stata incredibile, tutta la città parlava di Basket, esauriti in 2 ore i biglietti per le due prime partitissime che si sarebbero svolte al PalaBagnella e attesa che di ora in ora cresceva sensibilmente. Alle ore 18.01 del 28 maggio 2006 davanti a 900 persone iniziava la prima storica finale della Fulgor. Una finale contro Borgomanero, la rivale storica. Sarebbe andata in B/1 chi avrebbe vinto 3 partite su 5. Omegna aveva fattore campo ma…. un incredibile errore collettivo a 4 secondi della fine costa la sconfitta dopo 11 vittorie consecutive… Omegna 0 – Borgomanero 1. Un finale incredibile, ma questa squadra ha carattere da vendere e nemmeno il clamoroso epilogo della prima partita può scalfirlo e 2 giorni dopo la compagine rosso–verde dopo un primo tempo in affanno esce dallo spogliatoio rigenerata e trascinata dal gladiatore Trionfo porta a casa la partita e rimette la serie in parità. Omegna e Borgomanero sono ora sull’ 1 a 1.

Il 2 giugno a Castelletto (Borgomanero, per permettere a tutti gli appassionati di vedere la partita, si è trasferita in riva al Ticino) si disputa gara 3, la gara della svolta decisiva. Più di 700 omegnesi raggiungono il PalaAmico creando una muraglia umana semplicemente fantastica. L’avvio è da libro degli orrori, dopo 5 minuti la fulgor è sotto di 13 lunghezze (19-6) e perde per infortunio il suo giocatore più rappresentativo, quel Marco Guerci che era stato un vero fattore fino ad ora. Un altro infortunio sulla strada verso la B/1, dopo quello di Rosso, dopo quello di Trionfo ma… la musica è cambiata, questa squadra ancora una volta nel momento più difficile si rialza e con le triple di Sacco, Zampolli, Raskovic e del solito Trionfo, con le folate di Becerra e la difesa impenetrabile di Radaelli ribalta la situazione.

Ora è Omegna a condurre la finale per 2 a 1. Domenica 4 giugno 2006 si gioca gara 4: il giorno prima in città non si era parlato d’altro, nei bar, nelle case, nelle piazze. Una città intera era pronta a stringersi intorno al suo gioiello, la Fulgor! Il giorno dopo si assiste a un esodo che non ha eguali, almeno nelle categorie cosiddette “minori”: più di 800 tifosi raggiungono con ogni mezzo Castelletto Ticino, pronti ad incitare la Fulgor nella partita più importante, quella che la poteva consegnarla alla Storia. E così è stato: la Fulgor sbanca ancora a Castelletto e conquista la promozione in B/1!!!! Partita ricca di colpi di scena sin dall’avvio con Omegna che schiera Guerci anche se dolorante alla schiena…nessuno se ne accorge e nel secondo quarto regala ai suoi tifosi un 7/7 al tiro semplicemente da fantascienza. Alla fine del terzo quarto Omegna è avanti di 28 punti….partita finita? Neanche per sogno… Borgomanero piazza un break di 23 a 2 nei primi 6 minuti dell’ultimo quarto e torna sotto di soli 6 punti… ma ecco che il nuovo simbolo della Fulgor, Romeo Trionfo, ancora lui, mette la tripla che scaccia ogni paura! Il popolo della Fulgor può festeggiare e piangere di gioia: è serie B/1!!!!! In soli 8 anni il sodalizio del presidente Motetta e di Capitan Alessandro Burlini ottiene la quinta promozione ed il diritto a partecipare al Terzo campionato nazionale.